Luglio 2026

Esiste in Italia un'attività economica alla quale la legge impone di accettare i pagamenti con carta — pena una sanzione per ogni transazione rifiutata — e alla quale, contemporaneamente, una regola tecnica più risalente sembra vietare di incassare proprio con quelle carte. È la condizione in cui si trovano oggi gli operatori delle sale VLT. Lo Stato dice loro, da un lato, “devi accettare il POS”; dall'altro, “ma quel mezzo di pagamento non è tra quelli ammessi per alimentare il gioco”. Qualunque scelta facciano, sbagliano. A meno che non si faccia chiarezza. È esattamente la fisionomia di quello che nel mio libro ho chiamato cortocircuito istituzionale: due comandi, entrambi almeno apparentemente formalmente vigenti, che, intersecandosi, producono un risultato opposto a quello che ciascuno di essi persegue e che l'ordinamento del gioco pubblico dovrebbe tenere in equilibrio. Su questa precisa anomalia vale la pena ripercorrere brevemente alcune argomentazioni, perché il punto non è ricercare una deroga normativa né un privilegio: si tratta solo di chiarire, nero su bianco, ciò che la gerarchia delle fonti già impone....

In molte Regioni il distanziometro si atteggia come non retroattivo. La ricognizione Regione per Regione conferma un legislatore del territorio consapevole dell’effetto espulsivo, mentre dove la salvaguardia del preesistente manca o è solo a tempo la desertificazione del prodotto è già in atto. In ogni caso lacci e lacciuoli contribuiscono a ostacolare la permanenza....

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