Adesione di ACADI – Associazione Concessionari di Giochi Pubblici – affiliata a Confcommercio Imprese per l’Italia alla manifestazione di FIT e STS (Comunicato Stampa 2 maggio)

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Di seguito il Comunicato Stampa di Acadi diffuso in data 2 maggio 2019

 

COMUNICATO STAMPA 2 MAGGIO 2019

 

Adesione di ACADI – Associazione Concessionari di Giochi Pubblici – affiliata a Confcommercio Imprese per l’Italia

alla manifestazione di FIT e STS

 

contro gli errori tecnici di distanziometri e limitazioni orarie che, da un lato, non curano e, dall’altro, di fatto impongono il proibizionismo

alla distribuzione del gioco pubblico sul territorio con perdite di posti di lavoro e chiusure di aziende sane,

 

per una corretta regolamentazione del fenomeno

che coniughi la tutela del giocatore con il presidio del territorio,

attraverso l’azione del comparto concessorio delle filiere del gioco pubblico al quale occorre dare stabilità e continuità senza continui e

disordinati aumenti di tassazione.

ACADI – Associazione Concessionari di Giochi Pubblici – affiliata a Confcommercio Imprese per l’Italia, per il tramite del Presidente Geronimo Cardia, esprime solidarietà e piena condivisione di intenti a FIT ed a STS che hanno indetto il giorno 8 maggio 2019 a Roma la manifestazione tra l’altro contro il proibizionismo di fatto imposto alla rete fisica del gioco pubblico dagli errori tecnici che viziano i distanziometri e dalle limitazioni orarie, misure inefficaci nonché sproporzionate ed afflittive per il comparto.

ACADI con le filiere dei propri associati rappresenta oltre il 70% del sistema di controllo del gioco pubblico e regolamentato in Italia, generando e versando oltre 7 dei circa 10 miliardi di euro all’anno di gettito erariale, riveniente dalla spesa degli utenti pari a circa 18,5 miliardi di euro.

ACADI condivide la necessità di portare all’attenzione di tutti – oltre alla centralità della tenuta del sistema concessorio da non compromettere con continui e disordinati aumenti di tassazione – le esigenze di tutela della libertà di impresa, dei livelli occupazionali, della legalità e su tutti della salute e del risparmio dei giocatori, compromessi da regolamentazioni regionali, provinciali e comunali rivelatesi e riconosciute scientificamente inefficaci ed inidonee rispetto agli scopi dichiarati di tutela del disturbo da gioco d’azzardo.

 

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