Cardia (GCLegal): il proibizionismo imposto dalla normativa territoriale una non-soluzione

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Si è parlato della questione territoriale in occasione della tavola rotonda “30 settembre 2017 – La fine del Gioco?“, organizzata ieri dall’associazione Astro a Torino. L’avvocato Geronimo Cardia (titolare a Roma di GCLegal), il quale partecipando alla sessione di analisi politica dei provvedimenti territoriali, ha sottolineato: “Ho condiviso le ragioni che mi hanno portato a pubblicare l’articolo di questo mese di marzo, in cui propongo l’idea che, analogamente a quanto accade giudizialmente con le ordinanze cautelari in attesa del giudizio di merito, si sospendano i provvedimenti proibizionistici della normativa territoriale in attesa della definizione della questione territoriale. È troppo tempo, infatti, che l’equazione giace insoluta sui banchi della Conferenza Unificata”.

L’avvocato Cardia durante il convegno torinese ha messo l’accento sulla necessità di sospendere i provvedimenti proibizionistici della normativa territoriale in attesa della definizione della questione territoriale.

“Nel comparto, della questione territoriale parliamo dal 2011. Sono anni che diciamo che un provvedimento che afferma di regolamentare ed invece di fatto vieta, come un distanziometro viziato da effetto espulsivo, è un provvedimento, ancor prima che illegittimo e da censurare giudizialmente, semplicemente sbagliato…l’operazione culturale portata avanti in questi anni ha visto in campo sia il legislatore nazionale (che è dal 2012 che prova a mettere attorno al tavolo Stato, Regioni e Comuni prima col decreto Balduzzi e poi con la Conferenza Unificata invocata dalla legge di Stabilità per il 2016), sia la giurisprudenza (che sta dando importanti segnali di accoglimento in merito ai tre filoni distanziometro – orari – pubblicità), sia la gente che dai sondaggi comincia a ritenere il proibizionismo imposto dalla normativa territoriale una non-soluzione”.

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