Dal giornale Cronaca Qui di Torino (del 18 gennaio 2018, pagina 18)

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Di seguito i contenuti pubblicati nell’articolo apparso a pagina  18 del quotidiano Cronaca Qui di Torino del giorno 18 gennaio 2018  dal titolo:  La battaglia per le slot davanti al giudice «Legge regionale contro la Costituzione»

Per il momento il giudice del nostro tribunale civile si è riservato una decisio- ne sul ricorso presentato da una cordata di imprese e da Astro, l’emanazione di Confindustria che rappresenta il gioco legale in Italia, contro la legge regionale che, attraverso l’introduzione del cosiddetto “distanziometro”, ha  di  fatto messo al bando  le  slot  da  tutto  il  Piemonte. Il verdetto, però, dovrebbe arrivare oggi, al massimo domani. Se fosse favorevole ai ricorrenti – insieme con quella di Astro è stata discussa un’altra opposizione simile, presentata da secondo gruppo di imprenditori rappresentati dall’avvocato ed ex governatore Roberto Cota – il provvedimento  anti-azzardo  verrebbe sospeso, nell’attesa che la Corte Costituzionale en- tri nel merito. Se invece passasse la linea del legale della Regione, Giovanna Scollo, il documento verrebbe respinto. E questo perché non si può richiedere un pronunciamento della  Consulta se non  in  via incidentale, ovvero su una eventuale san- zione elevata per  il  non  rispetto  della legge regionale. Sanzione  che  non  era oggetto del ricorso presentato dallo studio Cardia e Cardia di Roma.

La strategia scelta dall’avvocato Geronimo Cardia è infatti quella di ottenere uno stop alla legge regionale nell’attesa che la Corte Costituzionale possa esprimersi nel merito del ricorso. Perché secondo imprendi- tori e gestori il provvedimento deciso (e difeso) dalla giunta Chiamparino viole- rebbe almeno due principi fondamentali: quello della libertà d’impresa e quello del cosiddetto principio di affidamento, che garantisce la possibilità di un privato a prendere una decisione confidando nella buona fede di una pubblica amministrazione. «Garanzie costituzionali – spiega l’avvocato Cardia – che cozzano contro l’effetto espulsivo della legge regionale». La tesi, infatti, è che il “distanziometro” così come è stato immaginato “espella” l’intero settore del gioco d’azzardo legale dal tessuto produttivo piemontese, creando una vera e propria forma di proibizionismo. Non una sensazione, secondo lo studio  Cardia, ma  una  vera  e  propria rilevazione scientifica: «Applicando le distanze minime dai luoghi sensibili, i nostri consulenti urbanistici dello studio Meneghetti di Padova hanno fissato nel 99,32% gli apparecchi che dovranno essere disattivati a Torino e nel 99,06% quelli in una città di medie dimensioni come Chieri».  Comunque andrà, però, il ricorso discusso ieri sarà solo una battaglia di una guerra che si preannuncia molto lunga. Poi sarà la volta «dell’invasione di ricorsi al tribunale civile contro le sanzioni ed i sequestri che assumeranno a breve la forma definitiva e impugnabile» garantisce l’avvocato Cardia. «E questo – continua – per evitare la chiusura delle aziende del comparto dei gestori del territorio, il venire meno di un’attività importante per gli esercenti, le ricadute negative occupazionali, la perdita di gettito erariale, l’invasione dell’offerta illegale e il conseguente ulteriore pregiudizio nei confronti dei consumatori».

 

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