Dal giornale Cronaca Qui di Torino (del 23 gennaio 2018, pagina 14)

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Di seguito i contenuti pubblicati nell’articolo apparso a pagina  14 del quotidiano Cronaca Qui di Torino del giorno 23 gennaio 2018  dal titolo:  Stretta sulle slot, rigettato il ricorso. Ora battaglia si sposta sulle multe

Per il momento, le slot machine che non rispettano le prescrizioni della legge regionale sulla ludopatia resteranno spente. Il giudice Ludovico Sburlati, della prima sezione del tribunale civile di Torino, ha infatti respinto il ricorso presentato dall’Astro – l’associazione che rappresenta gli imprenditori dell’intratteni- mento legale all’interno di Con- findustria  – e da una cordata di aziende del settore. L’ordinanza, pubblicata ieri dopo la discussione della scorsa settimana, rigetta così la richiesta di sospendere l’efficacia del provvedimento piemontese e di “inibire l’adozione di ogni atto o provvedimento attuativo” in  nome dell’effetto di  “espulsione” del settore  dell’azzardo  legale dal mercato ingenerato dall’adozione del cosiddetto “distanziometro”, come sostenuto dall’avvocato Geronimo Cardia dello studio Cardia e Cardia di Roma.

«I ricorrenti – scrive il giudice  – non impugnano atti amministrativa emanati in esecuzione della leg- ge regionale, ma richiamano alcuni provvedimenti sanzionatori solo al fine di dimostrare la sussistenza del periculum in mora, derivante dall’applicazione da parte di autorità comunali. Ne discende l’infondatezza del ricorso, perché le pronunce richieste esulano dai poteri del giudice ordinario a cui, in sede sia di merito che cautelare, non è consentito disporre in via generale e astratta la disapplicazione o la sospensione dell’efficacia di leggi, né emanare inibitorie di contenuto parimenti generale, dirette al raggiungimento di questi effetti».

La strategia pianificata dall’avvocato Cardia, e sostenuta anche da un puntuale studio sugli effetti della legge regionale in due realtà prese a campione come Torino e Chieri, era che lo spegnimento di tutti gli apparecchi che si trovavano nei pressi di luoghi sensibili come banche o scuole avrebbe appunto provocato un effetto “espulsione” tale da cancellare un intero settore produt- tivo e da violare l’articolo 41 della Costituzione oltre che alcune norme del diritto comunitario. Stupisce quindi i ricorrenti che il giudice scriva che non siano stati impugnati «atti amministrativi in esecuzione della legge regionale», come multe o istanze di sequestro, visto che nel loro esposto ne venivano indicati 24.

«In sostanza –  è il commento dell’avvocato Cardia – il giudice d’urgenza ha scelto di non decidere e di non occuparsi dell’ef- fetto espulsivo. Nel provvedimento si legge che non sarebbero stati impugnati provvedimenti attuativi e che senza questa formalità non si possono valutare in questa sede le questioni di legittimità costituzionale.   E questo nonostante di atti impugnati ce ne fossero ben 24».

Una battaglia che comunque non rappresenta la fine della guerra, memori che a Bolzano, ad esempio, la lotta contro la stretta sulle slot è durata ben tre anni, fino alla sospensione delle limitazioni. Il prossimo passo, quindi, sarà quello di presentare nuovi ricorsi sulle sanzioni amministrative e sui sequestri degli apparecchi.  Una “tempesta perfetta” che potrebbe portare alla presenta zione di decine, se non centinaia di atti, nei tribunali di tutta la regione.

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