La situazione di Milano dopo l’ordinanza del T.A.R. Lombardia (ASTRO NOVEMBRE 2014)

La situazione di Milano dopo l’ordinanza del T.A.R. Lombardia (ASTRO NOVEMBRE 2014)

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L’ordinanza del Tar Lombardia, a mezzo della quale si è negata la tutela cautelare contro l’ordinanza del Comune di Milano (sugli orari di spegnimento forzato degli apparecchi da gioco lecito), merita l’approfondimento del Consiglio di Stato. Per tale ragione, l’associazione As.Tro di concerto con lo studio legale Cardia, sta valutando tutti i profili rilevanti per la proposizione dell’appello, ritenendo oramai imprescindibile un chiarimento definitivo sui limiti giuridici a cui le lecite attività economiche possono essere sottoposte per “demagogia politica”. Ciò che meraviglia dell’ordinanza del Tar è la sua totale diversità rispetto al tenore dei decreti cautelari, come se chi avesse scritto questi ultimi appartenesse ad altro Ordinamento Giuridico rispetto agli estensori del provvedimento camerale. Ciò che il Presidente di sezione aveva ‘sommariamente’ individuato come principio di diritto applicabile al caso di specie, viene letteralmente “invertito” nell’ambito dell’ordinanza. A ciò si aggiunge che, contrariamente ad ogni altro contesto in cui la tutela della salute ha avuto modo di essere analizzato dalla giurisprudenza, nessuna “verifica” di continenza, bilanciamento, equilibrio, viene presa in considerazione, come criterio di valutazione degli interessi economici ritenuti recessivi rispetto alla tutela potenziale della salute. Anzi, si arriva a statuire ciò che i documenti smentiscono, ovvero che la riduzione dell’orario di esercizio degli apparecchi non è tale da uccidere le imprese (nonostante l’evidenza documentale depositata di segno opposto), e che pertanto “la tutela della salute” minacciata dalle slot (lecite) si apprezza come “ordinariamente perseguita”. Spetterà al Consiglio di Stato decidere se le imprese “lecite” di gioco debbono fallire perché la loro attività non è tollerata dall’Amministrazione Comunale. Spetterà al Consiglio di Stato stabilire se il Sindaco può decretare un allarme sanitario senza citare delle evidenze epidemiologiche scientificamente rilevate in termini di gravità oggettiva. Persino i casi di fermo-auto per smog, scattano solo al superamento di valori matematici ben precisi, mentre per le “slot lecite” basta il “comune sentito dire”. Se questa è la tutela del gioco lecito rispetto al gioco illegale (che “guarda caso” ha già un volume di affari superiore a quello legale), allora la strada pare segnata. Prima di allora, AS.TRO darà, ai propri iscritti di Milano, tutto il supporto disponibile.

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