Avv. Cardia su limiti orari: “Quasi la totalità dei provvedimenti comunali sono suscettibili di annullamento” (PRESSGIOCHI NOVEMBRE 2016)

Avv. Cardia su limiti orari: “Quasi la totalità dei provvedimenti comunali sono suscettibili di annullamento” (PRESSGIOCHI NOVEMBRE 2016)

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Con sentenza pubblicata il 31 ottobre scorso, il Tribunale Amministrativo Regionale di Bolzano ha accolto il ricorso presentato dai titolari di una “Sala dedicata” contro Comune e Provincia per l’annullamento del provvedimento emanato dalla Provincia Autonoma di Bolzano con il quale veniva dichiarata decaduta l’autorizzazione per la raccolta di gioco mediante apparecchi ex art. 110 comma 6 del TULPS, essendo l’esercizio ubicato ad una distanza inferiore a 300 metri da luoghi sensibili.

Il provvedimento impugnato, datato 22 marzo 2016, conteneva l’ordine di restituire la licenza e di chiudere l’esercizio entro sette giorni dalla notifica dell’atto. Il ricorso presentato innanzi al TAR Bolzano è stato rivolto anche contro le deliberazioni della Giunta provinciale n. 341 del 12.03.2012 e n. 1570 del 29.10.2012 che hanno impedito sull’intero territorio la distribuzione dei giochi leciti.

Nel ricorso, redatto e seguito dall’Avvocato Geronimo Cardia, sono stati fatti emergere molteplici motivi di impugnazione che, accolti dal TAR Bolzano, hanno determinato l’annullamento delle deliberazioni n. 341/2012 e n. 1570/2012 della Giunta provinciale e del provvedimento di decadenza dell’autorizzazione della “Sala dedicata” emesso in applicazione delle stesse. Tra i motivi di impugnazione è stata sollevata anche una questione di legittimità costituzionale delle leggi provinciali di Bolzano n. 13/1992 e n. 58/1988, con conseguente istanza di rimessione innanzi alla Corte Costituzionale. Il combinato disposto tra le suddette leggi provinciali e le deliberazioni di Giunta provinciale, ha rappresentato l’impalcatura del proibizionismo nei confronti del gioco legale nel territorio altoatesino.

La sentenza, oltre all’annullamento degli atti impugnati, ha determinato la condanna del Comune e della Provincia al pagamento delle spese processuali sostenute dai ricorrenti.

Tra i motivi di impugnazione presenti nel ricorso redatto dall’Avvocato Cardia figurano la lesione della libertà di iniziativa economica tutelata dall’articolo 41 della Costituzione e la lesione degli interessi del titolare della “Sala dedicata” per eccesso di potere da parte della Provincia sotto il profilo del difetto di istruttoria, irragionevolezza, incongruità e mancanza di proporzionalità.

Secondo l’Avvocato Geronimo Cardia: “Abbiamo ottenuto un pronunciamento storico che inseguivamo da anni. La sentenza ha sancito che è illegale l’effetto espulsivo, il vero e proprio proibizionismo, inflitto al gioco legale dalla normativa territoriale. Sapevamo di avere dalla nostra parte non solo l’intero comparto del gioco legale ma anche l’Amministrazione statale. Il risultato è a beneficio, dunque, non solo dell’intero comparto industriale del gioco legale ma anche e soprattutto del diritto alla salute, del risparmio, dell’ordine pubblico e del gettito erariale”. Continua l’Avvocato Cardia: “la normativa provinciale in materia, anziché regolamentare la distribuzione del gioco legale sul territorio, ha di fatto determinato un divieto assoluto sull’intera area del comune di Bolzano. A causa dei 300 metri minimi di distanza tra i punti vendita con prodotti di gioco e i luoghi sensibili – tra i quali la normativa provinciale ha annoverato non solo le scuole ma addirittura le fermate degli autobus – non vi è più alcuna via o piazza della città in cui possa essere esercitata l’attività di gioco lecito. Proprio in virtù di ciò ho ritenuto opportuno depositare in giudizio una perizia tecnica nella quale emergesse in modo inequivocabile la non insediabilità del gioco legale in ben il 99,67% del territorio comunale di Bolzano”.

La perizia tecnica è stata redatta dallo Studio Associato di Architettura Menato & Meneghetti di Padova e dalla stessa si evince che la normativa provinciale anziché regolamentare un regime di interdizione identificando solamente alcune zone proibite con effetto cosiddetto “a macchia di leopardo” ha, invece, del tutto impedito l’erogazione del gioco legale creando un vero e proprio effetto cosiddetto “a manto di pantera”, notoriamente privo di macchie essendo un manto interamente nero.

La numerosa categoria di luoghi qualificati come “sensibili” e l’eccessiva ristrettezza del raggio di inibizione posto a 300 metri ha generato, nel corso degli ultimi anni, non solo l’impossibilità di aprire nuovi punti vendita di gioco ma soprattutto la chiusura di quelli esistenti connessa all’impossibilità di poter individuare locali alternativi nei quali trasferire l’attività commerciale.

La sentenza emessa dal Giudice Amministrativo di Bolzano ha riconosciuto il difetto di istruttoria da parte della Provincia che, nell’ampliare il numero di luoghi sensibili, ha omesso il coinvolgimento dei comuni.

Coinvolgimento dei comuni risultante necessario in quanto questi ultimi, si legge dal testo della sentenza, “sono i primi a dover verificare l’effettiva incidenza delle ludopatie sul territorio e valutare se, in relazione al numero dei luoghi sensibili individuati per legge e tenendo conto della distanza fissata in 300 metri stabilita anch’essa per legge, l’individuazione di ulteriori siti sensibili sia proporzionata e sostenibile, tale da non impedire di fatto nuove ubicazioni per gli esercizi commerciali del settore e la disponibilità di sedi alternative in vista di possibili trasferimenti di esercizi in attività”.

Sostiene l’Avvocato Geronimo Cardia: “il vizio denunciato di un eccesso di potere sotto il profilo del difetto di istruttoria, irragionevolezza, incongruità e mancanza di proporzionalità è stato pienamente riconosciuto dalla sentenza del TAR Bolzano. L’importanza dell’istruttoria è stata più volte richiamata anche in molteplici decisioni del Consiglio di Stato il quale ritiene che l’individuazione delle distanze dai luoghi sensibili debba essere effettuato mediante una ponderazione tra i contrapposti interessi allo svolgimento delle attività lecite di gioco, senza discostarsi dai canoni della adeguatezza e della proporzionalità”.

Con l’emanazione di questa sentenza è giustificato attendersi ora un vero e proprio “effetto domino”, capace di travalicare i confini della Provincia autonoma di Bolzano.

PressGiochi

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