Torino, Milano, e presto Bologna: non solo eventi ma progetti concreti ( AS.TRO 29 GIUGNO 2017)

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L’evento di Torino, quello di Milano, e, a Settembre, quello di Bologna, costituiscono tappe di progetti locali studiati per riconquistare quei territori che ci conoscono poco, e soprattutto male, e che per tanto tempo hanno ascoltato solo la “gran cassa mediatica ” del gioco lecito come piaga del secolo.

In queste manifestazioni si sono esposti i problemi degli operatori, la folle tassazione a cui il gioco legale viene sottoposto, ma anche le preoccupazioni degli esercenti, dei tabaccai, e di tutti coloro che vedono – nelle regolamentazioni locali – un fattore che può portare alla crisi della propria attività e al licenziamento di tantissimi addetti.

Per raggiungere questa finalità, gli incontri si sono ispirati alla “organizzazione e alla unione” degli operatori, superando anche le bandiere associative, e il grande merito di AS.TRO è stato soprattutto quello di offrire a tutti la collaborazione per l’allestimento di iniziative frutto di una unità di intenti tra le imprese del territorio.

A seguito dell’evento di Torino del 3 aprile scorso:

  • l’europarlamentare Alberto Cirio ha presentato (il 16 aprile u.s.) una petizione (subito accettata) , presso il Consiglio dell’UE, mirata a analizzare tre profili di criticità della Legge Regionale del Piemonte, ed in particolare:

    • l’effetto espulsivo di attività di gioco lecito, legittimamente già insediate e autorizzate ad operare nel territorio,

    • l’effetto abolizionista di una normativa locale confliggente con quella nazionale, laddove una asserita regolamentazione di mera “delocalizzazione” (finalizzata a proteggere alcune aree delle città), si trasformi – invece – in un divieto assoluto,

    • l’incompatibilità tra siffatte disposizioni e i trattati vigenti;

  • il consigliere Maurizio Marrone ha presentato, con l’appoggio di altri consiglieri di minoranza, un disegno di legge regionale per procrastinare la data del “game over” fissata dalla Legge Regionale per le AWP installate nella rete generalista, rompendo il fronte di unanimità che – all’epoca – aveva contraddistinto l’approvazione della Legge Regionale;

  • i gestori del Piemonte hanno investito notevoli risorse proprie per creare un gruppo “imprenditoriale” di lavoro, deputato a far redigere gli elaborati planimetrici funzionali alla descrizione degli effetti espulsivi del distanziometro regionale, unitamente ad una relazione tecnico-giuridica (necessaria per descrivere tecnicamente la conflittualità tra le disposizioni regionali e i trattati dell’UE). Grazie a questi investimenti si sono potuti incaricare i consulenti più preparati sull’argomento, tra i quali l’avvocato Geronimo Cardia di Roma, affinché ogni profilo possa essere trattato con competenza e completezza;

  • entro settembre, e quindi prima della discussione della petizione al Consiglio Europeo, AS.TRO chiederà al Presidente della Regione Piemonte un’audizione per esporre le risultanze sopra citate, dimostrando coi fatti:

    • che la somma dei luoghi sensibili sfratta il gioco lecito, lo espelle, e quindi lascia tutti i centri urbani alla mercé della offerta illegale di gioco, alla quale si rischia di consegnare (come già successo a Bolzano) tutto il mercato della domanda di gioco

    • che un gioco “migliore”, “riqualificato”, “attento” , e offerto con tutte le cautela del caso esiste, e l’industria può realizzarlo se solo le si concede l’opportunità di lavorare con regole stabili e non punitive;

    • che i lavoratorI del gioco lecito non sono persone di serie B, elettori di serie B, e che prima di mandarli a casa (perché sarà questo l’effetto della rimozione delle AWP e della chiusura delle sale), si deve spiegare loro come è possibile che solo da noi il gioco è un problema risolvibile solo coi divieti, mentre nel resto del mondo funziona diversamente.

L’obiettivo primario è quindi quello di ottenere, nell’immediato, una proroga della data di “game over”, e, nel medio periodo, una rivisitazione della Legge Regionale del Piemonte.

Sulla scia di Torino, si stanno muovendo i gestori Lombardi, con similare progettualità e metodologia, e, dopo l’evento che si terrà a settembre a Bologna, verrà il turno dei gestori dell’Emilia Romagna.

Alla loro capacità di unirsi, ma anche di investire per il progetto di tutela della loro imprenditorialità, è affidato l’esito del percorso che si è avviato con l’evento.

La realtà, però, è fatta anche delle difficoltà di tutti i giorni, e colgo l’occasione dello spazio concessomi per soffermarmi sulla drammaticità della situazione operativa delle AWP, cagionata dall’elevazione del PREU senza contestuale abbassamento del pay out.

L’istanza “AS.TRO” (e di S.G.I.) volta a chiedere – quantomeno – la misura tampone dell’abbassamento del pay out al 68% sembra che oggi incontri più adesioni che in passato, me ne compiaccio, e spero che raggiunga il suo scopo.

Sarebbe imperdonabile riuscire a convincere i territori dell’esistenza di un gioco “accettabile”, per poi ritrovarsi già falliti per mancanza di sufficiente marginalità operativa.

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