Gioco pubblico: quel Riordino sempre più urgente e necessario (Gioconews)

06/08/2019

Sono stato lieto di ricevere l’invito della Luiss e di Deloitte a intervenire all’incontro che ha accompagnato la presentazione del lavoro “Il Sistema del gioco online. Confronto internazionale e prospettive”Cliccando qui puoi scaricare il PDF del documento , alla presenza della Presidente della Commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco, e del Direttore Giochi dell’Agenzia dogane e Monopoli, Roberto Fanelli. Nell’intervento che ho curato, pur costretto a rinunciare per ragioni di tempo ad una serie di argomenti, ho cercato di focalizzare l’attenzione su alcuni temi pure affrontati nel lavoro di ricerca oggetto dell’incontro. In particolare, nel presentare Acadi, l’Associazione dei Concessionari dei Giochi Pubblici oggi aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia che oggi rappresento e che tiene a considerare gli aspetti delle diverse verticali di gioco dall’online al fisico – passando per le diverse tipologie di gioco dagli apparecchi al Bingo, alle Scommesse e che con le filiere dei suoi associati genera oltre 7 dei circa 10 miliardi di euro all’anno di imposte sul gioco pubblico derivanti da una spesa annuale degli utenti pari a circa 18,5 miliardi di euro – ho richiamato l’importanza di tutti gli interessi costituzionali coinvolti: salute, risparmio, ordine pubblico, gettito erariale, impresa e lavoro. E l’importanza di averli chiari sempre nei momenti valutativi. E’ apprezzabile il lavoro di indagine di Luiss e Deloitte nella parte in cui descrive il comparto distinguendo per i diversi canali distributivi, da un lato e le tipologie di prodotto, dall’altro, ricordando i molteplici elementi differenzianti in termini di costi e oneri di gestione, di problematiche che sorgono nei punti, di livelli occupazionali garantiti, di gettito erariale (in termini di aliquota e modalità di applicazione dell’imposta), di modalità di presidio sia formale che sostanziale (obblighi antiriciclaggio). Come pure ritengo apprezzabile il passaggio dello studio sull’importanza del sistema concessorio nel panorama regolatorio italiano ricordando i ruoli ricoperti dagli operatori: di Agenti contabili (come i funzionari dello stato che maneggiano denaro pubblico), di Incaricati di pubblico servizio (per i compiti assegnati), di Strumenti di attuazione di politiche economiche (il gioco pubblico è una leva di politica economica, per il gettito che sviluppa, per l’impatto a livello industriale e occupazionale e per l’impatto sociale che genera), di strumenti di attuazione di politiche sanitarie: i prodotti pubblici non devono essere in competizione, non devono essere seducenti, devono essere giusti, moderati, controllati ed incontrare la domanda, di Presidio di legalità e sistema informatico per le forze dell’ordine e giudiziarie come e più del sistema bancario (basti pensare agli obblighi antiriciclaggio). Importante richiamare poi il passaggio dello studio in cui si parla della regolamentazione finalizzata a contrastare il disturbo da gioco d’azzardo portando di nuovo all’attenzione il problema della mancata attuazione dell’Intesa che rappresenta ancora un tentativo concreto di dare una soluzione all’errore tecnico che vizia i distanziometri regionali e provinciali, che non cura né previene il disturbo da gioco d’azzardo, che appare le porte all’offerta illegale, che fa perdere intere sacche di gettito erariale da emersione e che mette sul lastrico le imprese del terrore e per strada i lavoratori incaricati di pubblico servizio che ne fanno parte. Ho ripercorso quindi con i relatori le perizie urbanistiche che dimostrano i divieti sulla sostanziale totalità dei territori interessati. Da qui occorre partire per un riordino atteso da anni.



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