Gioco, il proibizionismo non paga (LoSpiffero, febbraio 2018)

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Appello bipartisan per modificare la legge sulle slot machine della Regione Piemonte. Cirio (FI): “Illiberale e inefficace”. Esposito (Pd): “Risposta sbagliata a un grave problema, quello della ludopatia”. In ballo 3 mila posti di lavoro. L’apertura di ChiamparinoSul gioco la legge non vale la candela. Un appello bipartisan alla Regione Pemonte, a rivedere la legge sul gioco d’azzardo definita “sbagliata”, “inutile” e “dannosa” […]perché “non risolve il problema” e “colpisce il lavoro”. È il messaggio che arriva da alcuni esponenti di centrodestra e centrosinistra che hanno partecipato oggi al convegno promosso dalle associazioni di categoria “Liberi di scegliere basta proibizionismo”. L’europarlamentare di Forza Italia Alberto Cirio propone di “fare un bilancio della normativa a un anno dalla sua approvazione per valutare se abbia avuto dei benefici o altrimenti sospenderla, perché è una legge ipocrita che viola anche le libertà personali”. Il senatore Pd Stefano Esposito vuole accelerare i tempi: “La battaglia – dice – va fatta subito perché il problema riguarda il lavoro. Ci strappiamo giustamente le vesti per i 500 lavoratori Embraco, qui si parla di 2 o 3 mila lavoratori in Piemonte che non possono rimanere invisibili”. Da Esposito dunque l’appello ai presidenti Chiamparino, Laus e ai capigruppo “per riaprire il tavolo su questa legge, frutto avvelenato di un Paese appassionato al populismo che è partita in un modo e poi – conclude – tutti hanno fatto +1”. E mentre Luca Cassiani (Pd) parla di una “legge anticostituzionale che non mette un freno alla ludopatia e non guarda a quelle che possono essere le conseguenze” il segretario piemontese della Lega Riccardo Molinari osserva: “di fronte alla parola ludopatia si perde lucidità e vengono fuori leggi come questa che non eradica il problema e colpisce il piccolo commercio e penalizza quelli che sono presidi del territorio e della legalità come le tabaccherie e i bar. Auspico dunque – conclude – che tutte le parti politiche si mettano d’accordo per cambiarla”. Un appello prontamente raccolto dal governatore Sergio Chiamparino, il quale non ha mai mancato di manifestare le proprie perplessità riguardo a questa legge: “Non mancherò di trasmettere anche formalmente l’appello del senatore Esposito alla presidenza del Consiglio regionale non appena l’assemblea tornerà a essere pienamente operativa, dopo la tornata elettorale del 4 marzo”. L’Istituto Milton Friedman ha presentato un vademecum per la lettura della legge del Piemonte sui giochi, illustrato durante il convegno organizzato da Fit ed Sts. “La legge piemontese, una delle più recenti in Italia in materia di limitazione all’offerta di gioco lecito – si legge nel documento -, ha recepito senz’altro le esperienze delle altre regioni, cercando di superare le criticità che erano emerse in sede di contenzioso con i privati. La normativa, tuttavia, finisce col presentare obiettivamente dei caratteri ultraproibizionisti. Nel tentativo di garantire una certa razionalità e proporzionalità in rapporto alle leggi delle altre regioni del Nord Italia, prevede delle differenziazioni tanto sulla base della popolazione residente nei singoli comuni quanto nel disciplinare il regime di transitorietà, che però in sostanza non presentano la necessaria ragionevolezza. La normativa infatti non è immune da critiche: resta irragionevole e illogica la previsione di diversi luoghi sensibili che sembrano difettare del bene giuridico oggetto di tutela. Oltre a ciò la previsione di distanze così elevate non potrà che riprodurre quell’effetto espulsivo del gioco lecito, teorizzato dall’Avv. Geronimo Cardia e posto a fondamento delle azioni contenziose di numerosi operatori del settore. Il combinato disposto delle disposizioni della normativa analizzata creerà di fatto un regime proibizionista nel quale, a causa della completa espulsione del gioco legalizzato, potranno fiorire forme di gioco illegale solitamente controllato dalla criminalità organizzata. È in particolare per questo motivo che, come Istituto Milton Friedman, ci siamo sempre opposti con estrema durezza alle normative, che come quella in questione, prendendo a pretesto la cura delle patologie endemiche alla somministrazione di gioco lecito, finiscono per creare un danno ancora più grande in termini economici e sociali . Il fine della nostra campagna informativa è proprio quello di far comprendere le criticità di un tale impianto normativo. Informare è la chiave per prevenire sia nell’ambito del contrasto alle patologie che in quello del contrasto alle normative superficiali e poco lungimiranti”.

LoSpiffero



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