Dichiarazioni di Geronimo Cardia su Il Giorno del 3 marzo 2021 “Bingo e sale gioco, protesta delle lavoratrici: 150mila famiglie a rischio povertà”

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Bingo e sale gioco, protesta delle lavoratrici: 150mila famiglie a rischio povertà

Il Giorno, 3 marzo 2021

La manifestazione delle lavoratrici del settore che chiedono di essere almeno ricevute e ascoltate dal governo

Roma – Tamburi, sirene e musica in Piazza Montecitorio dove oggi ‘le mascherine rosa‘, le lavoratrici del settore del gioco, hanno manifestato per chiedere un percorso certo che approdi nella riapertura delle attività e adeguati sostegni economici.

La crisi

Il comparto è letteralmente in ginocchio, con 150mila famiglie senza più stipendio da otto mesi e 75 mila imprese che rischiano di scomparire.

Si solo alternati, sul palco montato in piazza Montecitorio, interventi delle lavoratrici provenienti da tutta Italia, che chiedono al Governo di essere almeno ricevute e ascoltate, affinché venga avviato un percorso certo che consenta loro di riaprire oppure di ricevere un adeguato sostegno economico.

Ristori col contagocce

I ristori ricevuti sinora sono infatti stati pari al 5 per cento del fatturato, mentre la cassa integrazione si è aggirata intorno al 40 per cento dello stipendio mensile. Cifre irrisorie e assolutamente insufficienti, che stanno mettendo a repentaglio la sopravvivenza di 150mila famiglie.

Scommesse illegali

Uno stop alle attività di gioco pubbliche che favorirebbe, secondo diversi esperti, il proliferare delle scommesse e del gioco clandestino creando un doppio danno alle famiglie e allo stato e alimentando la criminalità organizzata.

Il Grido d’allarme

“Esprimiamo solidarietà alle lavoratrici del settore gioco, stremate da otto mesi complessivi di chiusura senza alcuna certezza riguardo le riaperture. Parliamo di 150 famiglie e 75 mila imprese ormai soffocate tra disperazione e sofferenza. Cassa integrazione e ristori sono assolutamente insufficienti e continuando così il rischio è che si favoriscano le attività illegali, stremando un settore che ogni anno assicura allo Stato oltre 11 miliardi. È il commento di Geronimo Cardia, presidente dell’Associazione Concessionaria dei Giochi Pubblici (Acadi).

 



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