E’ tempo di riordino – (Gioconews/Ottobre 2019)

“Le riorganizzazioni nazionali del gioco pubblico in Italia negli anni, sono state soltanto annunciate, e ora è giunto il momento di attuarle” di Geronimo Cardia (Gioconews numero 10 del 01 ottobre 2019). 

 

Ci sono dei temi che riguardano il compar-to del gioco pubblico che sono purtroppo periodicamente, pericolosamente e direi immancabilmente ricorrenti. Tra questi c’è il tema delle richieste da parte degli Esecutivi, così come di forze parlamentari in numerose proposte di legge, sia di continui aumenti di tassazione – ormai giunta a livelli insostenibili per finanziare le proprie manovre di politica economica, sia di continui, nuovi e importanti investimenti in innovazione tecnologica, per il progressivo miglioramento e per la sempre maggiore qualificazione dell’offerta pubblica di gioco.
Il tutto avviene in un contesto in cui il sistema, giustamente e anche per legge, pretende dai titolari delle concessioni equilibrio e stabilità patrimoniale, economica e finanziaria. Per questo, un altro tema che immancabilmente scandisce il tempo dell’evoluzione dell’ordinamento giuridico del gioco pubblico è quello motivato dalle esigenze di stabilità del comparto. E infatti, tolti gli aumenti di tassazione ormai non più sopportabili per i quali occorre solo mettere la parola fine, se la qualificazione dell’offerta e l’implementazione dell’innovazione tecnologica rappresentano certamente la strada maestra per il contrasto al disturbo da gioco d’azzardo, non v’è chi non veda che, se non si mette effettivamente e finalmente in sicurezza il sistema concessorio e con esso l’offerta pubblica di gioco rispetto ai fenomeni espulsivi da anni denunziati e generati dalla normativa territoriale, se non si dà così la giusta stabilità al settore, v’è il rischio sempre più concreto che non vi sarà nessuna innovazione tecnologica da mettere a disposizione degli utenti e che non vi sarà più il medesimo livello di gettito erariale, perché il rischio – da tenere lontano si badi – è che si penalizzi sino al punto di rottura l’offerta pubblica di gioco compromettendo la stabilità dell’intero sistema. Per questo non va dimenticato che i governi, oltre alla “attenzione” al comparto sul piano fiscale, hanno sempre dimostrato anche attenzione e responsabilità del funzionamento e della stabilità del sistema del gioco pubblico e spesso si sono trovati a convenire sulla necessità che fosse imprescindibile una riforma che ponesse fine alla cosiddetta Questione territoriale, cosi come a diverse tipologie di problematiche. Nonostante ciò, va preso atto che la totalità dei tentativi sino ad oggi messi in campo per l’attuazione di una riforma, di un riordino o come si decide di denominare il contenitore delle soluzioni che siano giuste regole e stabilità, non hanno poi visto la luce.

GLI ANNUNCI RIMASTI TALI – A titolo esemplificativo si pensi alla mancata adozione di provvedimenti di riordino e/o riforma in qualche modo annunciati o imposti dalle leggi negli anni ma poi per qualche ragione non realizzati, quali: le linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo, previsto dalla legge 13 dicembre 2010, n. 220 avente a oggetto “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Sta- to” (cd. legge di stabilità 2011) che all’art. 1 comma 70 stabilisce che “Con decreto interdirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e del Ministero della salute sono adottate, d’intesa con la Conferenza unificata, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, linee d’azione per la prevenzione, il contrasto e il recupero di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo”; le “forme di progressiva ricollocazione dei punti della rete fisica di raccolta del gioco praticato mediante gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a)” Tulps, come previsto dal decreto legge 13 settembre 2012, n. 158, come convertito dalla legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189, avente ad oggetto “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute” (cd. Decreto Balduzzi) che all’art. 7 comma 10 prevede che “l’Agenzia delle Dogane e dei Monopo- li, tenuto conto degli interessi pubblici di settore, sulla base di criteri, anche relativi alle distanze da istituti di istruzione primaria e secondaria, da strutture sanitarie e ospedaliere, da luoghi di culto, da centri socio-ricreativi e sportivi (…) provvede a pianificare forme di progressiva ricollocazione dei punti della rete fisica di raccolta del gioco praticato mediante gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931, e successive modificazioni, che risultano territorialmente prossimi ai predetti luoghi”. I criteri, anche relativi alle distanze da istituti di istruzione primaria e secondaria, da strutture sanitarie e ospedaliere, da luoghi di culto, da centri socio- ricreativi e sportivi di cui al decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, come convertito dalla legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189, avente ad oggetto “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute” (cd. Decreto Balduzzi) che all’art. 7 comma 10 prevede che i “criteri, anche relativi alle distanze da istituti di istruzione primaria e secondaria, da strutture sanitarie e ospedaliere, da luoghi di culto, da centri socio-ricreativi e sportivi [siano ] definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, previa intesa sancita in sede di Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni (…) da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”. La realizzazione di un codice delle disposizioni sui gio- chi e di un riordino del prelievo erariale sui singoli giochi in attuazione della Legge 11 marzo 2014, n. 23 avente ad oggetto “Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita” che all’art. 14 prevede che “Il Governo è delegato ad attuare, con i decreti legislativi di cui all’articolo 1, il riordino delle disposizioni vigenti in materia di giochi pubblici, riordinando tutte le norme in vigore in un codice delle disposizioni sui giochi, fermo restando il modello organizzativo fondato sul regime concessorio e autorizzatorio, in quanto indispensabile per la tutela della fede, dell’ordine e della sicurezza pubblici, per il contemperamento degli interessi erariali con quelli locali e con quelli generali in materia di salute pubblica, per la prevenzione del riciclaggio dei proventi di attività criminose, nonché per garantire il regolare afflusso del prelievo tributario gravante sui giochi”; la procedura di selezione per il nuovo affidamento delle reti di commercializzazione delle scommesse sportive ed ippiche, prevista della legge n. 208 del 2015 avente ad oggetto “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (cd. legge di stabilità 2016) che all’art. 1 comma 932 prevede che “in vista della scadenza delle concessioni vigenti, per garantire la tutela degli interessi pubblici nelle attività di raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nel rispetto dei princìpi e delle regole europee e nazionali, attribuisce con gara da indire dal 1o maggio 2016, mediante procedura aperta, competitiva e non discriminatoria, tutte le concessioni per la raccolta delle predette scommesse”; la procedura di selezione per il nuovo affidamento delle sale per il gioco del bingo prevista dalla legge n. 208 del 2015 avente ad oggetto “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (cd. legge di stabilità 2016) che all’art. 1 comma 935 prevede che: “In considerazione dell’approssimarsi della scadenza di un gruppo di concessioni relative alla raccolta a distanza dei giochi di cui all’articolo 24, comma 11, lettere da a) ad f ), della legge 7 luglio 2009, n. 88, al fine di garantire la continuità delle entrate erariali, nonché la tutela dei giocatori e della fede pubblica attraverso azioni che consentano il contrasto al gioco illegale, ed un allineamento tempora- le, al 31 dicembre 2022, di tutte le concessioni aventi ad oggetto la commercializzazione dei giochi a distanza di cui al citato articolo 24, comma 11, l’Agenzia delle doga- ne e dei monopoli bandisce entro il 31 luglio 2016 una gara per la selezione, mediante procedura aperta, competitiva e non discriminatoria, di 120 concessioni per la commercializzazione dei suddetti giochi”; il decreto di recepimento dei contenuti dell’Intesa raggiunta il 7 settembre 2017 in Conferenza Unificata ai sensi di quanto previsto della legge n. 208 del 2015 avente ad oggetto “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (cd. legge di stabilità 2016) che all’art. 1 comma 936 prevede che “Entro il 30 aprile 2016, in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono definite le caratteristiche dei punti di vendita ove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della pubblica fede dei giocatori e di prevenire il rischio di accesso dei minori di età. Le intese raggiunte in sede di Conferenza unificata sono recepite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le Commissioni parlamentari competenti”; la “riforma complessiva in materia di giochi pubblici in modo da assicurare l’eliminazione dei rischi connessi al disturbo da gioco d’azzardo e contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell’erario, e comunque tale da garantire almeno l’invarianza delle corrispondenti entrate”, prevista dal decreto-legge n. 87 del 2018, come convertito dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, avente ad oggetto “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese” (cd. Decreto dignità”) che all’art. 9 comma 6 bis prevede che “Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Governo propone una riforma complessiva in materia di giochi pubblici in modo da assicurare l’eliminazione dei rischi connessi al disturbo da gioco d’azzardo e contrastare il gioco illegale e le frodi a danno dell’erario, e comunque tale da garantire almeno l’invarianza delle corrispondenti entrate, ivi comprese le maggiori entrate derivanti dal comma 6”; la legge delega con il riordino del settore di cui alla “Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018” con la quale il Governo, a completamento della manovra di bilancio 2019-2021, ha dichiarato, tra i “collegati” alla decisione di bilancio, anche il “Disegno di legge delega di riordino del settore dei giochi”, superando, quanto indicato nel decreto-legge Dignità, “che punta a definire un quadro di regole chiare e precise per il gioco ed a rafforzare la tutela della salute del giocatore” (da Atto Camera 5-02216 – Risposta scritta pubblicata mercoledì 5/6/2019 nell’allegato al bollettino in Commissione VI Finanze). Questi mancati appuntamenti con la storia che hanno visto come protagonisti tanti governi e tante legislature sono mancati appuntamenti che rischiano di rappresentare la causa della sostanziale totalità dei problemi sofferti oggi dal comparto del gioco pubblico. Il riordi- no è importante ed è molto più importante di quanto il termine in sé non faccia intendere. Qui non si tratta di riordinare e basta ma di restituire stabilità ed equilibrio al sistema dell’offerta pubblica di gioco – che consenta – no una tutela degli investimenti proposti e imposti agli operatori per i pure giustamente alti livelli di servizio imposti – fattori imprescindibili, strutturali e funzionali per obiettivi di chiarissimo interesse generale quali il contrasto al disturbo da gioco d’azzardo e la tutela della salute e del risparmio degli utenti, il contrasto all’illegalità, la realizzazione di misure di politica economica e la valorizzazione di migliaia di posti di lavoro generati dal comparto. Chi ha tempo, oggi, non aspetti tempo.

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