“La tutela dei consumatori nei giochi pubblici. Gli esercenti tra regolazione e responsabilità”

Webinar confederale dal titolo “La tutela dei consumatori nei giochi pubblici. Gli esercenti tra regolazione e responsabilità”, del 27 settembre 2022 organizzato da Fipe-Confcommercio.

Di seguito l’intervento di Geronimo Cardia, Presidente di ACADI – Confcommercio

 

 

Agimeg, 27/09/2022

“La misura del distanziometro, criticata dagli psicopatologi, porta nella sua adozione pratica ad un divieto dell’offerta di gioco. Per tutelare i consumatori e le persone vulnerabili esprimo il desiderio che attorno ai tavoli di confronto si siedano persone prive di pregiudizi. Se si vuole risolvere il problema c’è la necessità di prendersi la responsabilità politica di comprendere che il distanziometro non è una misura utile a livello sanitario e spinge gli utenti nei pertugi dell’illegalità. A mio avviso, il registro di autoesclusione è una buona misura che può prevenire un problema di dipendenza. Questo è ciò che viene applicato negli ordinamenti giuridici evoluti e anche per l’online in Italia, quindi ci vorrebbe davvero poco per attuarlo”.

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Gioconews, 27/09/2022

“Il nostro è un settore molto particolare, Confcommercio ha saputo comprendere le sue specificità. Si tratta di un comparto sorto per iniziativa del regolatore, dal 2000, quando è stata fatta una scelta di campo importantissima, con cui si è preso atto dell’esistenza di un settore illegale, che rispondeva a una domanda esistente, per tutelare i giocatori. Dal 2000 quindi iniziano a intervenire le regolamentazioni dei vari prodotti di gioco, dalla lotterie alle slot, alle scommesse e l’online. Chi distribuisce sul territorio un prodotto di Stato deve confrontarsi su una serie di regole stratificate ma assolutamente chiare. Da allora in poi, si è assistito alla creazione di un comparto che si è sviluppato nel tempo”.

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Jamma, 27/09/2022

“Dal 2000 in poi, grazie alla regolamentazione, si è assistito alla creazione di un comparto che si è sviluppato nel tempo. Le regioni, a un certo punto, esercitando i poteri che gli ha concesso la Costituzione, notando il proliferare dell’offerta pubblica di gioco sui territori hanno iniziato a porre in essere delle normative restrittive, tra cui spicca il distanziometro. Gli operatori si sono quindi domandati dove potessero aprire i punti di gioco e con stupore immenso hanno dovuto prendere atto che le percentuali di interdizione del territorio erano spesso, e lo sono ancora oggi, superiori al 99%. Ora l’obiettivo è quello di introdurre una legge delega che dovrebbe risolvere questa situazione”.

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Pressgiochi, 27/09/2022

“Chi distribuisce sul territorio prodotti di gioco è incaricato di pubblico servizio e si trova ad affrontare una mole di norme stratificate. Nel tempo con il lavoro del legislatore nazionale dal 2000 in poi si è assistito alla creazione di un comparto che si è sviluppato nel tempo. Le Regioni esercitando le funzioni attribuite dalla Costituzione, notando il proliferare dell’offerta di gioco, hanno iniziato a porre in essere una serie di vincoli andando ad incidere sul sistema di distribuzione. La regola che hanno individuato è stata quella di introdurre una distanza dell’offerta dai luoghi sensibili, come chiese, ospedali e scuole. Gli operatori del gioco hanno quindi cercato luoghi dove poter spostare la propria attività, e si sono accorti di non riuscire a trovare un luogo valido. Le perizie tecniche hanno rappresentato percentuali di interdizione del territorio spesso superiori al 99%. Di fronte a questo dal 2010 tutte le norme hanno previsto l’introduzione del distanziometro per i nuovi esercizi. Per quelli esistenti veniva dato un tempo di adeguamento di 5 anni. Ma nel tempo le regioni si sono dovute confrontare con una sommossa popolare dei lavoratori che ha costretto le regioni a ripensare la legge. Alcune di esse quindi sono ritornate sui propri passi nella consapevolezza dell’impossibilità di applicare la norma. Molti di esse hanno deciso di attendere l’introduzione di una normativa nazionale”

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