“Gli scenari del riordino” GERONIMO CARDIA, Ige Magazine – settembre/ottobre 2026

Come noto la data del 29 agosto 2026 costituisce il termine di attuazione della delega fiscale e dunque dell’emanazione del riordino.
Queste note, redatte prima della scadenza e affidate alla pubblicazione del 1° settembre, descrivono i due scenari alternativi. Nel primo caso in cui il riordino del territorio sia adottato, si apre la fase delicata della gara sugli apparecchi del territorio in attuazione dei parametri normati. Nel secondo caso in cui il riordino del territorio non sia ancora una volta adottato, si profila l’ennesima proroga tecnica delle concessioni, con la diagnosi che resta la stessa: la paralisi normativa è il vero fattore di rischio da gestire.

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Scenario A. Il riordino è approvato entro il 29 agosto 2026
Nel primo scenario la riforma del gioco fisico vede la luce entro la scadenza. È l’ipotesi virtuosa — a oggi ritenuta da molti meramente teorica — ma non priva di criticità, perché il riordino apre necessariamente la fase più delicata: quella della gara sugli apparecchi del territorio.
I parametri di quella gara — numero di concessioni, requisiti minimi d’offerta, criterio di aggiudicazione e limiti di concentrazione — determineranno la struttura del mercato per il prossimo ciclo concessorio. Da essi dipende la sopravvivenza delle piccole e medie imprese della filiera di gestori ed esercenti, e con essa il presidio di legalità diffuso sul territorio.
Oggi il timore, diffuso tra gli operatori, è che una gara con un numero ridotto di licenze e requisiti d’offerta elevati favorisca dinamiche oligopolistiche, con un’ulteriore concentrazione della rete a cui corrisponderebbe a tendere una perdita di gettito, di occupazione e di controllo del territorio, senza un guadagno equivalente sul fronte della tutela della salute.
Per questa ragione, anche nello scenario favorevole, si rende necessaria una valutazione di impatto delle misure, in ogni caso accompagnata da misure ponte transitorie che governino il passaggio e che consentano per quanto possibile di attualizzare gli effetti benefici dell’implementazione del riordino.
Va infatti considerato un dato di tempistica: pur nell’ipotesi migliore di una riforma condivisa e di una gara equilibrata, gli effetti benefici concreti per gli interessi pubblici non si vedrebbero per ragioni pratiche prima del 2027-2028. Nel frattempo la rete continua a contrarsi. Da qui la proposta di anticipare da subito misure di riequilibrio strutturali per gli apparecchi: una riduzione del PREU funzionale al riallineamento del pay out, insieme a un riequilibrio del costo della partita e del limite di vincita. In parallelo, l’apertura di tavoli tecnici permanenti — sotto la regia dell’Ente regolatore e con il contributo dei concessionari — per disegnare le AWP e le VLT del futuro, con parametri finalmente armonizzati a quelli di altri prodotti e canali, e con l’apporto della tecnologia oggi disponibile per il contrasto al disturbo da gioco d’azzardo.

Scenario B. Al 29 agosto 2026 il riordino non c’è.
Nel secondo scenario la finestra si chiude senza riforma e senza riequilibrio dei parametri.
Il mancato varo entro la scadenza rende pressoché inevitabile un’ennesima proroga delle concessioni, veicolata con un decreto o collegata alla manovra 2027.
Il comparto si ritroverebbe, di fatto, al punto di partenza, con la questione territoriale ancora irrisolta. In questa ipotesi assumono rilievo alcune linee di condotta.
La prima riguarda la natura delle proroghe: trattandosi di proroghe tecniche imposte dalla permanenza di inefficienze normative — e dunque subite dagli operatori lungo tutta la filiera, dal concessionario, passando al gestore ed all’esercente — esse non dovrebbero risultare onerose, o quantomeno non più onerose di quanto già previsto dalle concessioni in essere.
La seconda linea è la richiesta immediata delle misure ponte già evocate — meno PREU, più pay out, vincite riportate a 200 euro e puntate a 2 euro — quali interventi transitori capaci di anticipare effetti di riequilibrio in attesa degli effetti di un riordino a questo punto da riscrivere. Il nodo tecnico è quello della copertura finanziaria, che impone di individuare fonti alternative senza gravare ulteriormente sul comparto: qui si potrebbe puntare molto sulla tecnica di una immediata sperimentazione che porti a convincimento stakeholders pubblici e privati.
La terza linea è difensiva e attiene alla legge di bilancio: occorre presidiare il rischio di nuovi inasprimenti fiscali a carico degli apparecchi del territorio. Ogni intervento sui livelli o sui metodi di tassazione di uno dei prodotti o dei due canali produce un impatto sulla domanda e, a cascata, sui numeri dell’intero comparto; i continui aumenti subiti dalla verticale degli apparecchi (AWP e VLT) hanno già trascinato verso il basso il gettito complessivo. Da ciò l’esigenza di una valutazione di impatto preventiva estesa a tutti i prodotti e canali, per evitare il paradosso di un aumento di tassazione che genera gettito su un fronte e ne fa crollare la formazione su un altro.
Resta infine, ma non ultima, aperta in parallelo la quarta linea, quella della strada da portare avanti dei tavoli sui prodotti del futuro AWP e VLT: anche in questo caso, una sperimentazione su un numero ristretto di apparecchi, con tassazione sul margine e nuovi parametri, potrebbe dimostrare con numeri reali che il riequilibrio non deprime, ma sostiene, il gettito.

Il filo comune
I due scenari, per quanto opposti negli esiti, condividono la stessa diagnosi: la paralisi normativa è il vero fattore di rischio. È l’assenza di un quadro stabile a scoraggiare gli investimenti, a comprimere la domanda legale, a erodere gettito e occupazione e a rinviare l’adozione di prodotti «safe» già consentiti dalla tecnologia per dare una risposta concreta all’esigenza prioritaria di tutelare la salute.
Tanto nel riordino quanto nella sua assenza, la stella polare resta la stessa: valutazioni di impatto preventive, misure ponte tempestive, azioni programmatiche per prodotti del futuro e una visione unitaria che tuteli congiuntamente salute, erario, legalità e occupazione.

Geronimo Cardia



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