L’ALLARME SUI GIOCHI è INFONDATO – GERONIMO CARDIA (LA VERITà 1/8/2021)

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“L’allarme sui giochi è infondato”. L’associazione dei concessionari sul documento di Speranza che ipotizza il rischio di contagi nel settore: “Noi rispettiamo tutte le regole, soprattutto contro la ludopatia”

Nei giorni scorsi, un documento elaborato dal ministero della Salute ha sollevato profili di rischio riguardo la diffusione dei contagi per gli esercizi e le attività che operano nel settore del gioco. Un allarme giunto del tutto inaspettato, in quanto esistono da tempo protocolli stringenti già visionati dal Cts e applicati con successo che garantiscono piena sicurezza a lavoratori e utenti. Non a caso, nelle poche settimane in cui le attività hanno riaperto, lo scorso anno e quest’anno, non si è registrato alcun focolaio. Subito dopo, il 17 luglio, il Ministro Roberto Speranza ha firmato un decreto recanti il regolamento per l’adozione delle “Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’azzardo patologico”. In questa ottica è fondamentale ribadire un principio: chi opera nel settore del gioco pubblico, deve essere considerato un valido e solido alleato. Troppo spesso viene percepito come un elemento di resistenza, come un soggetto che si oppone alla prevenzione e alla tutela della salute. Nulla di più falso.

I concessionari e l’intera filiera che operano nel settore del gioco pubblico sono infatti in prima linea nel contrasto al disturbo da gioco d’azzardo e nell’azione di contenimento del Covid. Occorre evidenziare come i prodotti di gioco, misurati e controllati dallo Stato, costituiscono insieme ai protocolli anti Covid veri e propri baluardi per la prevenzione e la tutela sanitaria sul territorio. A partire da questi elementi, il settore ha sempre collaborato con le istituzioni e intende consolidare questa posizione, puntando sul dialogo e sul confronto permanente. Tutte le attività e gli esercizi che operano nel settore del gioco sono già soggetti a numerose forme di controllo da parte delle diverse Autorità competenti e sono pronti a qualsiasi eventuale ed ulteriore genere di verifica sanitaria sia prevista dalla legge.

Tutto ciò in considerazione del fatto che un monitoraggio attento e capillare, a livello sanitario, si configura come strumento determinante nel contenimento del Covid. Un principio che vale anche per il contrasto alle dipendenze e al disturbo da gioco d’azzardo: le situazioni immuni da ogni controllo favoriscono il proliferare di patologie mentre, le attività regolamentate e controllate possono contribuire a rafforzare interventi di carattere sanitario. Nei punti di gioco dello Stato è possibile costruire percorsi di informazione e campagne di sensibilizzazione.

Possiamo costruire, tutti insieme, una rete sempre più capillare e funzionale. Già oggi lavoriamo sulla base di concessioni, contratti firmati con lo Stato, che stabiliscono impegni, vincoli e regole cui dobbiamo attenerci scrupolosamente per il contrasto all’illegalità, al disturbo da gioco d’azzardo (dga), oltre che per il rispetto dell’ordine pubblico. All’interno delle nostre strutture ci si accerta che chi vuole giocare abbia l’età legale per farlo e, in caso contrario, lo si blocca prima che entri. Gli operatori sono vigili e attenti nell’azione di contrasto agli eccessi che portano a disturbi psicologici, a partire dalla dga. Garantiamo la messa a sistema delle informazioni, utilizzando i big data per individuare qualsiasi traffico anomalo di scommesse e intervenire per arginarlo.

Sulla base di tutti questi elementi, auspichiamo un confronto anche con il Ministero della Salute – conclude Cardia –  convinti di condividere l’obiettivo di garantire la salute pubblica tutelando, allo stesso tempo, la sostenibilità delle attività economiche e il diritto al lavoro.

Roma, 1 agosto 2021

Geronimo Cardia



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