Author: GCLEGAL

Commentiamo oggi una nuova sentenza che rimette al centro l’esigenza di superare i cortocircuiti istituzionali sulla gestione della tutela salute degli utenti. Per i Giudici in questo caso i distanziometri sui territori previsti per i soli apparecchi devono applicarsi anche alle scommesse, anche superando il dato letterale della norma, altrimenti, dicono, si porrebbe una questione di legittimità costituzionale per violazione della tutela della salute. Il passaggio, fondamentale, è utilizzato però per ampliare le limitazioni poste, non per cassare quelle viziate concepite dai legislatori dei territori. Come uscirne? Giudizi amministrativi e tavoli tecnici istituzionali hanno la possibilità di dare una vera tutela dell’utente. Ma anche la via giudiziale, percorribile tra l’altro anche dalle Istituzioni, potrebbe dare il giusto impulso al superamento delle contraddizioni. Lo diciamo anche nel libro “Il gioco pubblico in Italia: riordino, questione territoriale e cortocircuiti istituzionali” edito da Giappichelli....

In questo articolo mettiamo evidenza come da un altro paradosso emerso in questi giorni emerga l’esigenza di una regolamentazione concreta e sostenibile, tenendo conto della reale necessità di tutelare gli utenti. In questo caso sembra che sia stato creato un luogo sensibile appositamente per non consentire l’installazione di un punto di gioco. Anche questa volta le contraddizioni sono diverse anche se sorgono con la buona intenzione tutelare la salute. E’ forse il momento di superare alcune architetture suggestive. Oltre a questo, che da solo rappresenta un cortocircuito rilevante, rappresentiamo quello relativo alla struttura dei costi imposti dalla legge agli operatori per continuare ad operare in questo regime di instabilità. Si tratta di una struttura dei costi che non tiene conto delle fondamenta della situazione attuale....

Sabato 18 gennaio si è tenuto il convegno “Il Gioco Pubblico in Italia e la tutela socio sanitaria”, organizzato presso la Sala SS. Annunziata, del Comune di Cetona (SI), con interventi tra gli altri dell’Assessore alla Sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini, del Direttore area di dipendenza Usl Toscana Sud-Est, Marco Becattini, del Prof Giovani Martinotti di SIPS e l'Avv. Geronimo Cardia. ...

In materia di limitazioni di orari di funzionamento del gioco, la giurisprudenza, da un lato, ricorda i principi di proporzionalità e di verifica della presenza di un’adeguata istruttoria aderente alle esigenze dei territori specificamente interessati, dall’altro, però all’atto pratico finisce spesso per concludere che la tutela della salute prevale sull’iniziativa privata. La questione in realtà è mal posta in quanto ciò che gli operatori mettono sul tavolo da anni non è la tutela dell’interesse privatistico, che pure rappresentano, ma la più ampia tematica, da un lato, dell’inidoneità delle misure impugnate a produrre risultati in termini di contrasto al disturbo da gioco d’azzardo e, dall’altro, della loro capacità di determinare effetti collaterali nefasti ed indesiderati su altri interessi pubblici, non privatistici. ...

Martedì 14 gennaio 2025, in occasione dell’IX edizione del “Master in anticorruzione, legalità controlli interni e risk management" organizzato dall’università di Roma Tor Vergata, abbiamo avuto la possibilità di tenere una lezione dedicata ai “Rapporti tra corruzione ed altre devianze patologiche: evasione, riciclaggio ed autoriciclaggio, falso in bilancio”....

Si tratta di un altro corto circuito, registrato questa volta in giurisprudenza, in merito ai divieti di fasce orarie giornaliere che portano a 17 su 24 le ore di interdizione della distribuzione degli apparecchi sul territorio. La sentenza analizzata è un pretesto per affrontare il tema articolato che riguarda diversi Comuni, non solo quello di Venezia del caso specifico. Anche Varese e Busto Arsizio che hanno da poco previsto 18 ore di divieto per i soli apparecchi. Il caso esaminato dimostra l’esistenza di una convinzione di fondo di ritenere siffatte misure idonee a tutelare la salute degli utenti. Ma come dicono gli esperti in materia sanitaria e dimostrano i numeri, così non è. Occorre superare i pregiudizi, chiarire gli equivoci affrontando senza ipocrisie le questioni di fondo e mettere a terra i giusti strumenti per contrastare il disturbo da gioco d’azzardo. In definitiva si impone una soluzione o in sede di Tavolo Tecnico o in sede giudiziale: è un diritto non degli operatori ma degli utenti. ...

In questo articolo affrontiamo il tema della proroga tecnica imposta agli operatori dallo Stato perché impossibilitato dalla questione territoriale delle norme regionali a fare le gare per l’assegnazione delle concessioni scadute da anni. Oltre a questo, che da solo rappresenta un cortocircuito rilevante, rappresentiamo quello relativo alla struttura dei costi imposti dalla legge agli operatori per continuare ad operare in questo regime di instabilità. Si tratta di una struttura dei costi che non tiene conto delle fondamenta della situazione attuale....

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